Prima domenica di Quaresima 2019

Prima Domenica di Quaresima

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo». Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse: «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, buttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordine per te, perché essi ti custodiscano”; e anche:“essi ti sosterranno con le mani, perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «E’ stato detto: Non tenterai il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato.

Luca 4:1-13

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo.

Il Giordano non è il Mississippi e neppure il Nilo. Non è molto più grande del piccolo fiume Beaune che scorre attraverso Bonnevaux. Grande o piccolo che sia, non ci bagniamo mai due volte nello stesso fiume. Proprio come la nostra identità nel corso dei decenni fluisce sempre in avanti e nondimeno siamo sempre in grado di riconoscerla. Recentemente, di buon’ora in una fresca mattina, abbiamo rinnovato i nostri impegni battesimali nel Giordano, ed è stato un momento molto commovente. La dimensione del tempo che ci separava dal battesimo di Gesù è diventata meno importante rispetto alla dimensione spirituale, che una persona scettica potrebbe liquidare semplicemente come immaginazione. E ci ha aperti ad una presenza che si estendeva attraverso tutte e quattro le dimensioni e andava oltre lo spazio e il tempo. Tuttavia quello spazio specifico, il Giordano, era significativo. E il tempo è sempre prezioso: lo sperperiamo ogni volta che non lo lasciamo incrociare con l’eterno.

Dopo il suo battesimo, Gesù fu ‘pieno di spirito’: la sua capacità spirituale si era espansa. Essa non lo ha sospinto verso il centro commerciale o la sua bottega di falegname, ma nel deserto della Giudea per quaranta giorni. (Quaranta è un’abbreviazione che la Bibbia usa per indicare un periodo di tempo che separa due epoche: ne comprendiamo qualche sfumatura quando diciamo che siamo “in transizione”). La parola greca per il deserto dove ha trascorso questo periodo – la nostra Quaresima – è eremos. Da cui deriva la parola eremita, la vita solitaria. Ciò attiene a noi tutti più di quanto si possa pensare, nonostante gli impegni che abbiamo con la famiglia, gli amici, il divertimento e il lavoro. Siamo più solitari di quanto ci preoccupiamo di ammettere. Ma se lo ignoriamo o lo neghiamo, ci richiudiamo in noi stessi piuttosto che espanderci, evitiamo piuttosto che incontrare il nostro sé vero e integro. La meditazione è un modo, rispettoso del tempo, di accettare e riconoscere la nostra solitudine, ed è per questo che ci aiuta a capire il significato profondo della Quaresima. Come parte di ogni giornata, ci restituisce alla nostra vita, al lavoro e alle nostre relazioni chiariti, purificati, ricaricati e motivati – come ha fatto Gesù. Ma ci risveglia anche alla dimensione interna dell’eremos.

Eremos può essere tradotto con parole poco attraenti: deserto, landa solitaria, selvaggia, disabitata, desolata, arida. Ciò nonostante, potremmo chiederci perché siamo attratti da esso quando siamo pieni di spirito, o lo dovremmo essere? Cosa c’è in questo tipo di spazio – eremos fisico o mentale – che ci promette qualcosa che altri luoghi e attività non fanno? Recentemente ho dovuto trascorrere tre ore in un centro commerciale per far riparare il mio telefono. Dopo venti minuti di eccessiva stimolazione ho sentito che “landa selvaggia” o “luogo di desolazione” erano parole che lo descrivevano bene. Ma questo è un tipo di deserto diverso da quello in cui Gesù “è stato portato”. La Quaresima mette in risalto questa differenza.

Nel deserto, Gesù fu tentato dalle forze dell’ego che la maggior parte di noi trascorre almeno quarant’anni a combattere: desiderio, potere, orgoglio. Il tempo che trascorriamo nel nostro eremos non è facile, proprio come la meditazione non è facile. I centri commerciali sono facili. Se la meditazione sembra facile, forse stiamo solo facendo shopping o navigando, non meditando. Non facile, ma semplice e incoraggiante. Ogni periodo di meditazione, in cui cerchiamo di essere semplici e di scegliere di essere liberi dall’ego, dura “quaranta giorni”.

Alla fine, avendo “esaurito tutti questi modi per tentarlo, il diavolo lo ha lasciato, per tornare al tempo stabilito”. Per custodire il cuore, fino alla prossima volta, il meditatore capisce perché abbiamo bisogno di eremos ogni giorno.

Laurence Freeman