Domenica delle Palme

Nessun altro racconto ha cambiato il mondo così profondamente come quello della Passione di Gesù che abbiamo letto oggi e che contempleremo nella imminente Settimana Santa. I temi su cui abbiamo lavorato durante la Quaresima – l’ascesi, il paradosso, i valori autentici, la consapevolezza – sono integrati nella compiutezza della storia e spiccano in molti dei suoi minimi dettagli. Alcuni film iniziano con l’affermazione che sono “…basati su eventi reali”. Questa storia non è inventata ma è anche letteratura del più alto livello. Iniziamo.

Siamo a due giorni dalla Pasqua ebraica, la festività religiosa centrale del mito fondante della sua razza, che afferma il favore di Dio verso il suo popolo eletto. In Egitto (dove abbiamo iniziato la Quaresima) l’angelo della morte passò sopra i figli di Israele, scegliendo invece i loro nemici. Naturalmente, lo sappiamo già, in questa storia, Gesù non avrà questo privilegio. Dal primo momento, viene visto come una vittima del sistema di potere corrotto e crudele. È come K nel “Processo” di Kafka, come noi nei nostri incubi paranoici dell’essere presi di mira. Nello stesso modo e in modo diverso. Come noi nella disavventura, diverso da noi nella sua risposta.

Gli agenti del potere ai massimi livelli, quando lavorano in modo solidale, sono imbattibili. Decidono di eliminarlo e sappiamo che verrà ucciso. Ovunque risieda l’incertezza in questa storia – e tutte le storie ne richiedono un po’ – non è certo nel suo epilogo.

La scena cambia. Gesù sta consumando un pasto e una donna gli mostra i suoi sentimenti ungendolo con una giara di costoso unguento. Rompe la giara e gli versa il contenuto fragrante sul capo. (Christos  significa “unto”). Alcuni degli ospiti si arrabbiano – perchè sprecare il denaro in quel modo piuttosto che darlo ai poveri? Gesù difende la donna in modo appassionato. Questo è un altro esempio del modo in cui il Vangelo mette in evidenza la saggezza superiore delle donne. Forse sono più sagge, non soltanto perchè sono donne, ma perchè coloro che sono esclusi dal potere spesso vedono in modo più profondo dentro la verità. I poveri e gli inermi con cui Gesù si identificava sono spesso più vicini al Regno di Dio.

Nel proteggerla, Gesù dice “i poveri li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre”. Nessun politico direbbe una cosa simile. Ma sta forse dicendo che lui vale più di un povero? Oppure che la nostra scelta per gli inermi non deriva da ideali socio-economici ma dalla fonte trascendente della compassione. Quando hai vestito gli ignudi o dato cibo agli affamati, dice in un altro punto, hai fatto questo “per me”. Quella che può sembrare una separazione dalla sofferenza umana, in realtà è un’assoluta identificazione con essa. Ma viene espressa non concettualmente ma in quel modo molto speciale in cui difende questa donna. Chi è lei? L’intera storia è universale perchè è così autenticamente specifica.

La scena cambia: Giuda offre ai più alti sacerdoti di tradire Gesù per denaro. Calcola il momento opportuno per consegnarglielo. Il contrasto con l’accenno al denaro nella scena precedente dell’unguento è estremo. Là il denaro è contingente. Qui sembra il motivo dominante. Non sappiamo perchè Giuda metta in atto il suo tradimento, che ha reso il suo nome il sinonimo universale del peggio dell’umanità. Non lo capiremo mai finchè non ne troviamo la ragione in noi stessi.

Laurence Freeman