Domenica delle Palme 2019

Luca 22,14-23:56
14 Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, 15 e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, 16 poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». 17 E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, 18 poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».
19 Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20 Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».
21 «Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. 22 Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!». 23 Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.
24 Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il più grande. 25 Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. 26 Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. 27 Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
28 Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; 29 e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me, 30 perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.
31 Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; 32 ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli». 33 E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte». 34 Gli rispose: «Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi».
35 Poi disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». 36 Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. 37 Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». 38 Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».
39 Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. 40 Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». 41 Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e, inginocchiatosi, pregava: 42 «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». 43 Gli apparve allora un angelo dal cielo a confortarlo. 44 In preda all’angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra. 45 Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 46 E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
47 Mentre egli ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a Gesù per baciarlo. 48 Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?». 49 Allora quelli che eran con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». 50 E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. 51 Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate, basta così!». E toccandogli l’orecchio, lo guarì. 52 Poi Gesù disse a coloro che gli eran venuti contro, sommi sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Siete usciti con spade e bastoni come contro un brigante? 53 Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre».
54 Dopo averlo preso, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. 55 Siccome avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno, anche Pietro si sedette in mezzo a loro. 56 Vedutolo seduto presso la fiamma, una serva fissandolo disse: «Anche questi era con lui».
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Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.

La storia si apre con un ingresso trionfale e si conclude con il totale rifiuto e fallimento. Tra l’inizio e la fine si dipana il grande svelamento. È il processo ricorrente nella vita, un processo che preferiamo ignorare. Il successo, il compimento, la contentezza arrivano con una grazia che non avremmo potuto immaginare, riempiendoci con la piacevolezza della gratitudine. Non c’è niente di più meraviglioso del dono di sentirsi pieni di ringraziamenti. Invece di chiedere o immaginare, abbiamo solo il bisogno di ricevere.

Ma prima che la gratitudine abbia avuto il tempo di essere pienamente apprezzata, la ruota gira. Di solito siamo sorpresi da una nuova successione di eventi in cui la celebrazione, viene sostituita dall’ansia o dalla rabbia. La folla che si rallegra scompare e si fa avanti una moltitudine intenta solo a farci del male privandoci della possibilità di ringraziare.

La meditazione e la disciplina personale di certo ci addestrano ad avere una certa quantità di distacco, in modo che possiamo essere meglio preparati quando scopriamo che, il sacco di farina appena ricevuto in dono, ha uno squarcio che ne disperde il contenuto. Ma la meditazione e l’ascetismo non risolvono o evitano i problemi. Ci portano solo ad un incontro con il mistero in cui il modello si ripete e ci consente di trascenderlo solo attraversandolo. Oggi ho visto una foto che circola ovunque nei media, la prima foto di un buco nero scattata da una galassia molto distante chiamata M87. Ha un centro oscuro, l’orizzonte degli eventi oltre il quale nemmeno la luce può sfuggire, circondato da un’aureola di luce brillante e gioiosa. La coesistenza – o la sequenza – degli opposti sembra essere ovunque parte integrante della natura. La vita e la morte non possono, a quanto pare, esistere separatamente.

Nella coscienza umana questo mistero ci schiaccerebbe, come sicuramente un buco nero ci inghiottirebbe, se non fosse per il miracolo dello spirito di servizio. Il dono di sé è l’unico modo per sopravvivere a quella corsa sulle montagne russe che è la vita. Gesù entrò trionfalmente a Gerusalemme, come un candidato politico di successo. Tutti amano il successo. Le folle sono al culmine della adorazione quando hanno successo. Ma egli sembrava indifferente, senza legami a tutto ciò.

Prima di essere risucchiato nel buco nero del Getsemani, ha celebrato un ultimo pasto con gli amici, tra i quali egli ben conosceva chi l’avrebbe condotto ai suoi limiti. L’umore non era funereo, ma serio. La serietà, come ha detto John Main, porta alla gioia. Il tono della serata era sorprendente, impostato da un leader che era sempre stato un uomo al servizio degli altri, che avrebbe servito fino alla fine anche quelli che tradivano lui e le sue speranze. Il servizio rivela un diverso tipo di gratitudine, che non può essere cancellato dal suo opposto.

Laurence Freeman