Prima Domenica d’Avvento 2017

Prima settimana di Avvento – 3 dicembre 2017

Riflessioni per l’Avvento 2017

 Queste riflessioni traggono spunto dalle letture delle quattro domeniche di Avvento, che è un tempo proprio e di preparazione al Natale. Il migliore profitto si trae dalla lettura stessa dei passi biblici che riportiamo qui sotto. Le riflessioni possono essere lette utilmente anche durante il resto della settimana, non solo la domenica.

I profeti non sono degli indovini, per quanto noi segretamente si desideri sapere che cosa succederà – o si creda di poter prevedere il futuro. Isaia è un profeta e quello che ci dona non è una predizione, ma un sollecito – e uno piuttosto urgente – ad essere realmente e completamente presenti. Isaia è uno che ha sperimentato Dio e non può togliersi Dio dalla mente – anche se, come ogni credente, a tratti vorrebbe liberarsene. Isaia fa i conti con questo ponendosi la domanda indagatoria su Dio: “perché ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore?”.

Non ci sarà data una risposta definitiva a questa domanda, ma anche il solo domandare aiuta con forza a chiarire il dilemma umano. Se Dio è Dio – buono, amorevole, interessato a noi – perché noi usciamo di carreggiata così facilmente, così brutalmente e così di frequente? Perché la Siria? Perché il traffico di esseri umani? Perché i prigionieri politici e la tortura? Perché i paradisi fiscali? Perché l’inasprirsi delle divisioni associate alla politica europea e americana? All’inizio dell’Avvento, questa è una buona domanda da tenere aperta per rendere la nostra attesa sempre più, e non meno, consapevole. “Avvento” significa che qualcosa deve arrivare e, buono o cattivo, si dirige verso di noi.

Isaia anela ad un tempo in cui noi “ci ricorderemo di te sulle nostre vie”, piuttosto che costantemente dimenticare che “noi siamo argilla e tu il vasaio”. Così forse la risposta al fallimento umano ad essere umani, non è in Dio ma in noi, e specialmente nel nostro oblio.

Così oggi e durante questo tempo, Gesù ha una sola parola per noi: vegliate. Significa: fai uno sforzo per vedere, presta attenzione, guarda in entrambe le direzioni, sii sempre vigile. La vigilanza è una virtù antica. Non significa accumulare un maggior numero di parole, piani, verbali, riunioni e previsioni. Se siamo vigilanti queste cose saranno fortunatamente ridotte e la nostra capacità di decisione e di collaborazione enormemente accresciuta. Vegliare significa contemporaneamente mantenersi centrati ed espandere il nostro campo di consapevolezza. Se questo equilibrio si perde diventiamo o distratti o ossessivi. Allora tutto crolla.

Così la risposta alla domanda di Isaia non è una risposta, ma una azione in risposta. Questa azione è un cambio di comportamento, una pratica. Per chi medita, il mantra coordina questo. Il segno che noi siamo vigili è ciò che Paolo, nella seconda lettura di oggi, osserva con spontanea gratitudine: “rendo grazie perché non vi manca più alcun dono spirituale”. Veramente, tutto è dato nel presente se solo siamo capaci di vederlo.

Laurence Freeman

(Stavo cercando il capitolo 13 di Marco / Mark per controllare il testo greco ed ho inserito su Google “Mk 13”. La ricerca mi ha mostrato un “fucile a otturatore girevole-scorrevole da cecchino” usato nelle Forze speciali della Marina degli Stati Uniti. Questo è un tipo di vigilanza, ma non del genere su cui dovremmo lavorare durante l’Avvento).

***

 Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaìa – (Is 63, 16b-17, 19b; 64, 2-7)

Tu, Signore, sei nostro padre,

da sempre ti chiami nostro redentore.

Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie

e lasci indurire il nostro cuore, così che non ti tema?

Ritorna per amore dei tuoi servi,

per amore delle tribù, tua eredità.

Se tu squarciassi i cieli e scendessi!

Davanti a te sussulterebbero i monti.

Quando tu compivi cose terribili che non attendevamo,

tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti.

Mai si udì parlare da tempi lontani,

orecchio non ha sentito,

occhio non ha visto

che un Dio, fuori di te,

abbia fatto tanto per chi confida in lui.

Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia

e si ricordano delle tue vie.

Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato

contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli.

Siamo divenuti tutti come una cosa impura,

e come panno immondo sono tutti i nostri atti di giustizia;

tutti siamo avvizziti come foglie,

le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento.

Nessuno invocava il tuo nome,

nessuno si risvegliava per stringersi a te;

perché tu avevi nascosto da noi il tuo volto,

ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.

Ma, Signore, tu sei nostro padre;

noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,

tutti noi siamo opera delle tue mani.

 

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1 Cor 1, 3-9)

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!

Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza.

La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13, 33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».