Dalla mente al cuore – Perugia novembre 2017

Nei giorni dal 24 al 26 novembre 2017 si è tenuta a Perugia la XVI Conferenza Nazionale della Comunità Mondiale di Meditazione Cristiana, sul tema:”Dalla Mente al Cuore: il più lungo dei viaggi“, con la presenza di due bravissimi relatori: Liz Watson e Carlo Molari.

La relatrice Liz Watson ha puntualizzato con molta efficacia l’importanza del nostro cuore, centro profondo di tutto il nostro essere, in grado di arrivare alla conoscenza più e meglio dell’intelletto, che è maestro nell’analizzare, selezionare, confrontare, ordinare, verificare e archiviare, ma che non basta da solo a cogliere il significato profondo e l’essenza vera delle cose.

Dobbiamo ritrovare questa unità fra mente e cuore, ma il percorso è lungo e difficile, anche perché il passaggio dalla mente al cuore non deriva dal pensiero ma dall’amore che agisce dentro di noi, amore che spesso viene inaridito dalle ferite delle nostre esperienze passate che si possono cicatrizzare solo nel tempo.

Per amare Dio, -ella afferma- bisogna innanzi tutto amare se stessi, perché amare noi stessi ci dà anche la capacità di amare gli altri e di amare Dio.

Nella seconda conferenza Liz ci ha poi indicato un tipo di lettura delle Scritture da effettuare più con il cuore che con la mente, lasciandoci catturare emotivamente dai personaggi descritti e ascoltando le nostre risonanze al loro agire e al loro modo di essere. In particolare ce ne ha dato un esempio nella lettura della

storia di Maria, a partire dall’Annunciazione

Il relatore Don Carlo Molari nella sua prima conferenza ha voluto rivelarci Gesù come Maestro di preghiera, sottolineando il percorso umano da lui fatto nel corso della sua vita.

Anche Gesù era in divenire ed anche lui ha maturato nel tempo la sua conoscenza e la sua fede attraverso la preghiera.

Egli nel tempo è diventato Figlio, in un percorso che ha mostrato anche a noi e che tutti noi siamo chiamati a compiere, se lo vorremo e se ne saremo capaci, anche attraverso la forza dataci dalla preghiera.

Nella 2a conferenza poi Don Carlo Molari ci ha parlato delle tre virtù cosiddette teologali, e cioè fede, speranza e carità (o agape), che corrispondono alle tre dimensioni temporali.
La fede corrisponde al passato (che va conservato ma lasciato evolvere).

La speranza è l’attesa attiva-e mai passiva- di quel processo di divenire che porta nel tempo al superamento dei limiti, e corrisponde quindi al futuro, mentre la carità o agape è la capacità di accogliere il dono di vita che ci viene offerto continuamente da Dio e di poterlo offrire a nostra volta agli altri, e si attua quindi nel presente.

Le splendide relazioni si sono alternate, come sempre, a bellissimi momenti di meditazione in silenzio, attuando così in concreto quell’unità di mente e cuore che era il tema stesso della conferenza.