Father John’s Anniversary by Laurence on 30 December 2016

30 dicembre 2016

La meditazione ci porta verso la relazione fondamentale della nostra vita. Lo fa conducendoci ad una intimità con Dio che nasce dalla realtà eterna dell’amore e della conoscenza di Dio per noi. Nell’amarci Dio ci crea, ci chiama a esistere. La nostra stessa esistenza è una risposta alla richiesta che è intrinseca al suo amore per noi e alla sua conoscenza di noi. È la richiesta che noi lo si conosca e lo si ami. Tuttavia possiamo conoscere Dio, non come oggetto del nostro pensiero o della nostra immaginazione, ma solo diventando partecipi della sua conoscenza, della sua vita, del suo spirito. Così siamo ricondotti al punto di partenza del nostro essere, il suo amore per noi e la sua conoscenza di noi. Arriviamo a conoscere e amare Dio perché permettiamo a Dio di conoscerci e di amarci. Permettiamo alla sua auto-conoscenza di diventare la nostra auto-conoscenza. Questo è l’alchimia dell’amore.

(John Main, Gli Oceani di Dio in “Monastero Senza Mura”)

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L’anniversario di John Main è, ogni anno, un periodo nel quale sento la sua presenza e la sua assenza, virtualmente, in eguale misura. C’è meraviglia e gioia ma anche senso di perdita e tristezza. Il lutto, come ogni sofferenza, non finisce finché ad un certo punto non viene trasfigurato in una presenza totale. La nostra sorgente e il nostro obiettivo si incontrano nell’amore.

La morte e la vita – la morte intesa come parte della vita – insieme formano il più potente paradosso dell’esistenza umana. Insieme, sono il portale verso il mistero che padre John descrive nelle parole sopra citate, che ho preso dalla sua ultima lettera.

Con il passare del tempo, vedo più chiaramente come padre John ha toccato la mia vita e, anche, come ha messo in pratica il distacco che insegnava. Vedo anche come le sue parole – le parole dette nelle conferenze e nei libri – ma ancora di più lo spirito che c’erano in esse, toccano ogni giorno  le persone da ogni parte del mondo, che cercano una profondità, realtà e intimità più grande nella loro vita.

Il dono di padre John fluiva dalla sua intimità diretta e sempre più profonda con Cristo nel suo cammino verso Dio nello Spirito. Ogni volta che sentivo lui parlare della Trinità, ho sempre avvertito la freschezza e immediatezza della sua conoscenza di ciò di cui parlava. Era qualcosa che lui conosceva da dentro, una conoscenza che sgorgava dal silenzio profondo e amorevole della sua meditazione. E così, egli ne parlava non come dogmi ma come esperienza.

Oggi riflettiamo sulla sua vita e sul dono del suo insegnamento che è stato portato dallo Spirito in una comunità di amore – il tipo di comunità in cui lui ha creduto appassionatamente e che voleva realizzare. Ha visto che questo tipo di comunità è la chiesa. Ha visto che è disperatamente necessaria nel nostro mondo. E ha visto che è nata e può essere solo sostenuta vivendo il silenzio dal quale si genera il suo essere e il suo agire.

Oggi, per me, sarà un giorno di silenzio, durante il quale so di essere abbracciato da questa comunità e, anche, che a mia volta la tengo nel mio cuore. Offro queste parole di John Main a voi perché riflettiate durante il giorno, magari da leggere prima o dopo la meditazione. Spero vi aiutino a vedere più chiaramente nel vostro silenzio quello che John Main vide nel suo.

La sua morte si è aperta in una nuova vita. Il vecchio anno ancora una volta muore, così che uno nuovo possa nascere in una speranza più ricca e in un amore più profondo.

Laurence Freeman