Letture settimanali del 19 maggio 2019

Viviamo in una società prettamente materialistica; una società che vede ogni cosa in termini di possesso e, anche se possiamo apparire più attenti alle cose dello spirito, facilmente scivoliamo in un materialismo spirituale: anziché accumulare denaro, cerchiamo di accumulare grazie o meriti. La preghiera, però, rappresenta la via della spoliazione ed alla resa; cose per noi difficili perché siamo stati educati a perseguire il successo, ci è stato insegnato che vale soltanto vincere, non perdere. Eppure Gesù ci dice che se vogliamo ritrovare la nostra vita, dobbiamo prima perderla. Ora, la recita del mantra è esattamente la risposta all’invito rivoltoci da Gesù […]

La meditazione richiede generosità, perché esige tutto. Esige la rinuncia al desiderio e chiede che ci si apra al destino che Dio ha previsto per noi, ai suoi piani, al suo amore per noi. Attraverso la meditazione si scopre proprio il suo amore per ciascuno di noi. Molti, sentendo per la prima volta parlare di meditazione, pensano si tratti di un percorso arido, intellettualistico, privo di emozioni, ma non è nulla di tutto ciò: è invece impegno di apertura all’amore infinito, amore che è simile ad una ricchissima fonte che sgorga nel cuore.

Il mantra è simile alla lancetta di una bussola, che ci dirige verso il nostro destino puntando sempre nella giusta direzione, lontano da noi stessi e in direzione di Dio; il nostro ego ci può dirigere dove vuole, ma l’indicazione della bussola non ci tradisce mai. Se lo recitiamo generosamente, con assiduità ed amore, il mantra ci guiderà sempre verso Dio […]

Brano tratto da John Main OSB, “Perché meditare è difficile?” LA VIA DELLA NON-CONOSCENZA, Edizioni Appunti di Viaggio, p. 111-112.